Segretario, ci ripensi

Il segretario della Cgil prevede che la “valanga” degli effetti della crisi internazionale sulle attività produttive anche italiane sia imminente e pesantemente minacciosa. E’ difficile, su questo punto, dargli torto. Probabilmente si rende conto che, proprio in questa situazione, uno sciopero generale di pura protesta non serve proprio a nulla.
23 NOV 08
Ultimo aggiornamento: 15:19 | 9 AGO 20
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La Cgil può anche giudicare le misure “del tutto insufficienti”, mantenere un profilo critico, ma può anche attribuire alla sua determinazione i primi risultati e, su questa base, disdire, magari rinviare, lo sciopero, per avviare una fase di trattative con l’esecutivo sulle azioni successive e su questa base riprendere i collegamenti con le altre confederazioni. Anche sulla questione della riforma dei meccanismi contrattuali Cisl, Uil e Confindustria gli hanno lasciato uno spiraglio, rinviando la stipula di un accordo separato, in attesa del ritorno del “figliol prodigo”.
Insomma le sue controparti e i suoi partner sindacali consentiranno a Epifani di “salvare la faccia”, se vorrà riprendere a fare il sindacalista invece dell’agitatore politico. La gravità della situazione oggettiva e i pericoli che corrono i posti di lavoro potrebbero dargli la forza di imporre una linea più responsabile ai metalmeccanici e agli statali della sua organizzazione, che, per ragioni e con obiettivi diversi e talora contrastanti, hanno costituito l’inedito blocco di potere interno che spinge la Cgil sulla strada senza uscita dell’agitazione conservatrice. Si vedrà se Epifani avrà volontà e forza per approfittare degli spazi che gli si aprono davanti.